27/01/2014

Minervini: parte la “fase due” di Bollenti Spiriti dedicata ai “Neet”


Parte la “Fase Due” di Bollenti Spiriti. La ha presentata  a Bari l’assessore alle Politiche Giovanili, Guglielmo Minervini, a margine dell’iniziativa “Try” che si è tenuta presso “the Hub” alla Fiera del Levante. “Bollenti Spiriti – ha detto Minervini insieme al dirigente delle Politiche Giovanili Annibale D’Elia – ormai è all’attenzione nazionale e europea diventando un elemento fondativo di molte politiche pubbliche, con molte imitazioni quasi dappertutto.

Lo scorso dicembre abbiamo però approvato un secondo atto d’indirizzo e programmazione con il quale apriamo un nuovo capitolo. Ora consideriamo tutti i giovani una risorsa e per questo l’obiettivo del Programma è di recuperare i giovani che sono fuori dal sistema scolastico e lavorativo. Stiamo parlando dei cosiddetti “NEET”, coloro che non cercano più lavoro né studiano, avendo perso ogni speranza.

Si tratta di un problema gravissimo di ordine sociale. Finora ci siamo rivolti ai giovani con talenti espressi, consapevoli di avere talento e ciò ci ha fatto esplorare un mondo in ebollizione. Oggi la sfida sta nel “tutti”, nell’azzardare l’utopia di riprendere chi ha gettato la spugna e non è neppure iscritto alle agenzie per l’impiego”.

“In tutta Europa – prosegue Minervini – i Neet sono motivo di grande inquietudine. In Italia si stima siano 1/3 dei giovani. In Puglia dunque – pur mancando studi esatti – su un milione di giovani, sarebbero oltre trecentomila gli scomparsi da ogni ricognizione. Si tratta di un’intera generazione che avrebbe buttato la spugna, con evidenti risvolti sociali.

A loro ci rivolgeremo con la nuova edizione di Bollenti Spiriti. Insieme all’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione (Arti) saranno realizzati percorsi formativi intensivi per animatori di giovani, ispirandosi al modello anglosassone dello “youth work”. Questi saranno parte fondamentale dei nuovi processi di aggregazione. Fonderemo subito una scuola di formazione per questi animatori, i primi cinquanta, con una sede che immaginiamo a Taranto. Essi dovranno essere i primi enzimi per sperimentare una nuova “via pugliese” alle politiche giovanili. Per ottenere qualche risultato come nella fase uno, si dovrà cambiare approccio, facendo arrivare un messaggio ai Neet con “datevi da fare, vi sfidiamo”. I 50 formatori potrebbero essere un fattore d’innesco, una via di mezzo tra maestri di strada e animatori di gruppo. Una figura che non esiste, ma che dovremo creare per raggiungere chi non è neppure un numero in una statistica”.

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