29/08/2014

100 ANNI FA LA GRANDE GUERRA: 5 PROGETTI ONLINE RACCONTANO GLI ANNI PIU’ DURI DELL’EUROPA


Ci sono momenti del passato che sono indimenticabili e che vale la pena di ricordare sempre, in tutti i modi e con tutti gli strumenti possibili. Uno di questi è sicuramente la prima guerra mondiale. Da allora, sono passati 100 anni, e cambiate tante cose. Ma la natura rivoluzionaria di quel momento e degli anni che lo hanno seguito, coinvolgendo man mano stati, persone e popoli in un mastodontico sforzo umano, politico, economico e fisico, è rimasta, così come è rimasto intatto lo spirito “break-through” e innovativo di tutto ciò che è accaduto dopo.

Le best practice? Sono tante, variegate e sparpagliate per il web.
Sicuramente il portale francese Centenaire.org patrocinato e voluto dal governo francese, che ospita risorse storiche e pedagogiche, oltre che focus e approfondimenti sui vari contesti regionali e statali  e una strategica attenzione al turismo. Nel segno della memoria, ovviamente.

Particolarmente interattivo e “social” è invece il progetto UK www.1914, iniziativa del network degli Imperial War Museums britannici, cui sono già associati canali social attivi e ben seguiti su Twitter e Facebook e una serie di call to action, sia ludiche (tra cui basata sul social media sharing, che permette agli utenti di “accendere una luce” virtuale per ricordare le vittime della guerra) che fattuali, come quella lanciata su Flickr, in cui gli utenti sono invitati a visitare l’archivio online di “foto di facce della Grande Guerra” e a contribuire alla costruzione le didascalie, riconoscendo i personaggi, i contesti, le situazioni, così come a condividere le loro foto.

La dimensione collaborativa e collettiva, che usa il web per costruire un deposito di mementi digitalizzati, a memoria futura è la ragione dietro a un’altro progetto:Europeana 1914-1918, iniziativa dell’Università di Oxford co-fondata dall’Unione Europea, che raccoglie storie dal basso legate alla guerra.

Ma veniamo a noi, veniamo all’Italia. Anche se nel nostro paese manca ancora una direzione/azione ufficiale, che dia forma e linearità al tutto, qualcosa si sta muovendo anche qui.

5. Tra le best practice nostrane, il portale educational Cento Anni Grande Guerra – le scuole per la storia, che la Treccani definisce insolito e innovativo. Un progetto dedicato al target scuola e per ora indipendente, che presenta e interpreta – grazie alle possibilità tecnologiche e partecipative di oggi – fatti, momenti, persone e luoghi legati a quel momento chiave della storia di tutti, chiamando all’azione e alla produzione di articoli e webmemorie scuole, studenti, docenti e esperti.

La carrellata di segnalazioni evidenzia una linea di tendenza interessante: ambito d’eccellenza e spazio di sperimentazione “crowd” è, in Italia come altrove, quello didattico ed educativo. Il centenario è diventato occasione per far riscoprire sì la storia in modo nuovo, collaborativo, aperto e “in progress”, ma anche e soprattutto per far passare un messaggio metodologico, che usa le nuove tecnologie in modo consapevole, promuovendo la digital literacy, e trasformando così i nativi digitali in cittadini digitali, dotati di pensiero e spirito critico, oltre che di competenze operative.

Perché quando si parla di storia bisogna essere puntuali, precisi, sicuri delle proprie fonti. Ma nulla vieta, come dimostrano questi progetti, di pensare al futuro, e di abbracciarlo nella sua essenza più pura e più utile: quella della tecnologia applicata all’educazione. Anzi: al longlife learning.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.